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LLIBRE VERMELL DE MONTSERRAT
LLIBRE VERMELL DE MONTSERRAT

New recording of one of the first interpretations that Jordi Savall made of this wonderful work, realized in the Església del Pi of Barcelona in November of 2013, in homage to Montserrat Figueras.

‘Beyond the past, today in the XXI century and for generations to come, these songs and sacred dances will continue to excite us deeply thanks to its eternal message of spirituality, love and beauty.’


25 ANS LA CAPELLA REIAL DE CATALUNYA
25 ANS LA CAPELLA REIAL DE CATALUNYA

Nel 1987, dopo 13 anni di intense ricerche, di concerti e di registrazioni con il complesso Hespèrion XX, abbiamo approfittato di un periodo di permanenza più prolungata nel nostro paese, motivata dalla volontà che i nostri figli andassero a scuola in Catalogna, per contattare e selezionare diversi cantanti, sia catalani sia di altre lingue latine, convinti com’eravamo dell’influenza determinante che sempre esercitano le radici e le tradizioni culturali di un paese nell’espressione del suo linguaggio musicale. Montserrat Figueras ed io abbiamo fondato così La Capella Reial de Catalunya, con l’obiettivo di costituire uno dei primi gruppi vocali dedicati esclusivamente all’interpretazione delle musiche dei Secoli d’Oro con criteri storici, e composti esclusivamente di voci ispaniche e latine.

Seguendo il modello delle famose “cappelle reali” medievali, per le quali furono creati i grandi capolavori della musica sacra e profana nella Penisola Iberica, questa nuova Capella Reial, denominata dal 1990 La Capella Reial de Catalunya grazie al patrocinio della Generalitat de Catalunya, è il frutto di molti anni di ricerca e di interpretazione nell’ambito della musica antica. Insieme a Hespèrion XX – fondato nel 1974 – e con l’obiettivo principale di approfondire e ampliare i campi della ricerca sulle caratteristiche specifiche del patrimonio polifonico vocale ispanico ed europeo anteriore al 1800, questa formazione è caratterizzata da una visione interpretativa che tiene in conto tanto la qualità del suono quanto l’aderenza allo stile della sua epoca, come la declamazione e la proiezione espressiva del testo poetico, il tutto sempre al servizio della profonda dimensione spirituale e artistica di ciascuna opera.

Sotto la mia direzione e con la stretta collaborazione artistica di Montserrat, si è sviluppata molto rapidamente un’intensa attività di concerti e registrazioni, partecipando regolarmente, fin dal principio, ai principali festival di musica antica di tutto il mondo. Il suo repertorio e le sue principali registrazioni, pubblicate in più di trenta CD, vanno dalle Cantigas di Alfonso X el Sabio e El Llibre Vermell de Montserrat, fino al Requiem di Mozart, comprendendo i Canzonieri del Secolo d’Oro e i grandi maestri del rinascimento e del barocco catalani, spagnoli ed europei, come Mateu Flecha, Cristóbal de Morales, Francisco Guerrero, Tomás Luis de Victoria, Joan Cererols, Claudio Monteverdi, H.I.F. von Biber, accanto alle canzoni sefardite, alla musica d’El Misteri d’Elx, ai romances del Chisciotte di Miguel de Cervantes, alla musica ispanica del secolo XV, ai tempi d’Isabella I di Castiglia, e di Cristoforo Colombo.

Momenti speciali di questi venticinque anni sono stati la partecipazione alla colonna sonora del film Jeanne La Pucelle di Jacques Rivette, sulla vita di Giovanna d’Arco, e la realizzazione delle opere Una cosa rara di Vicent Martín i Soler, e L’Orfeo di Claudio Monteverdi, rappresentate al Gran Teatre del Liceu di Barcellona e in grandi sale e teatri europei, come il Teatro Real di Madrid, il Wiener Konzerthaus, il Teatro Regio di Torino, il Palais des Arts di Bruxelles e l’Opéra di Bordeaux. L’Orfeo di Monteverdi e il suo Vespro della Beata Vergine cono stati interpretati dalla Capella Reial de Catalunya nel Festival d’Edimburgo del 2007, e in questi ultimi anni le voci della Capella Reial hanno partecipato a grandi progetti discografici, quali La Rotta d’Oriente, dedicato alla vita di Francesco Saverio, Il Regno Dimenticato, sull’epopea e lo sterminio dei Catari, Dinastia Borgia, dedicato ai celebri personaggi di questa familia del Rinascimento (premiato con un Grammy), Giovanna d’Arco, Erasmo da Rotterdam e ultimamente il DVD della Messa in si minore di J.S. Bach, registrata al Festival de Fontfroide 2011.

Attualmente, siamo lieti di celebrare questi 25 anni in una nuova forma creativa, dando vita alla realizzazione delle nuove Accademie vocali di Ricerca e d’Interpretazione, destinate a giovani cantanti professionisti, con le quali speriamo di poter realizzare uno o due progetti all’anno. Questo intenso lavoro è portato avanti con la collaborazione della Scuola Superiore di Musica della catalogna (ESMUC), del Comune di Barcellona, dell’Unione Europea, la Fondazione Banc Sabadell e la nostra propria Fondazione CIMA. Tra i prossimi progetti che sono in corso di preparazione ci sono il Magnificat in re maggiore di J.S. Bach, lo Jubilate di G.F. Handel, il Gloria di Vivaldi, l’oratorio Die Israeliten in der Wüste di C. Ph. E. Bach, le polifonie di Natale dei secoli XVI e XVII, e i cicli Guerra & Pace I: 714-1714 e Guerra & Pace II: 1714-2014, che sviluppiamo mentre, nello stesso tempo, presentiamo nel mondo progetti molto emblematici come Gerusalemme o Pro Pacem, veri “oratori” storico-musicali a favore della pace e del dialogo interculturale.

JORDI SAVALL
In Memoriam Montserrat Figueras
Bellaterra, febbraio 2013

Traduzione: Luca Chiantore / Musikeon.net


CANÇONS DE LA CATALUNYA MIL·LENÀRIA. Planys & Llegendes
CANÇONS DE LA CATALUNYA MIL·LENÀRIA. Planys & Llegendes

“La canzone è l’essenza dell’arte popolare.”
Joan Amades

Il patrimonio musicale della Catalogna Millenaria è composto da un insieme straordinario di musiche colte e popolari, in parte conservate in collezioni di manoscritti o di edizioni a stampa dei secoli dal IX al XIX, e per il resto pervenute per tradizione orale. In dischi precedenti ci siamo occupati ampiamente delle prime: le Cansós de Trobairitz (1978), il Cant de la Sibil·la (in Catalogna, Maiorca, Valencia, Galizia, Castiglia, Occitania, Provenza, ecc.) (1988-2010), il Llibre Vermell de Montserrat (1979), le musiche dei Canzonieri di Montecassino (2001) e del duca di Calabria (1996), le Ensaladas di Mateo Flecha (1987), le canzoni e fantasie di Lluís del Milà (1994), le messe di Joan Cererols (1988), le fantasie di Joan Cabanilles (1998), le arie e le opere di Vicent Martín y Soler (1991), e le canzoni di Fernando Sor (1991). In questo disco, che riunisce opere registrate negli anni 1988, 1990, 2002 e 2004, vogliamo presentare alcune delle canzoni più belle di questo patrimonio intangibile. Abbiamo selezionato, tra le più rappresentative, undici melodie straordinarie: lamenti, leggende e ninna nanne che abbiamo arrangiato in nuove versioni musicali. In maggioranza, sono interpretate da Montserrat Figueras, con la collaborazione di Francesc Garrigosa (nel Comte Arnau), di Arianna Savall (in Mareta e El cant dels aucells) Ferran Savall (anch’egli in El cant dels aucells), e infine con La Capella Reial de Catalunya (in Els segadors). Ad esse si aggiungono alcune altre realizzate in versione strumentale per i solisti di Hespèrion XX.

La musica di ogni popolo è il riflesso dello spirito della sua identità, individuale in origine ma che prende forma col tempo come immagine dell’insieme di uno spazio culturale proprio e unico. Qualunque musica trasmessa e conservata per tradizione orale è il risultato di una felice sopravvivenza seguita di un lungo processo di selezione e sintesi. Al contrario di certe culture orientali che si sono sviluppate soprattutto in un ambito di tradizione orale, nel mondo occidentale soltanto le musiche chiamate tradizionali o popolari hanno saputo conservarsi grazie ai meccanismi di trasmissione non scritta. «Delle diverse manifestazioni di arte popolare, la canzone è senza dubbio quella di maggiore valore etnico e psicologico; attraverso di lei è possibile intravedere e studiare le manifestazioni più profonde e occulte dell’anima di un paese», scrive l’eminente studioso del folklore Joan Amades nel suo prologo alle Cançons populars, amoroses i cavalleresques (1935) raccolte tra gli anni 1918 e 1922. «La canzone popolare è l’opera meravigliosa di tutto il popolo che la sente e la canta: è di tutti e non è di nessuno, tutti la fanno propria e la alterano, l’adattano a loro gusto e intendimento, la cambiano e la colorano, perché tutti ne sono legittimi proprietari e nessuno può attribuirsene una proprietà assoluta». La poesia e la musica, due dei valori più sublimi dello spirito, confluiscono nella canzone, formando un’arte unica piena di emozione e di bellezza, nata dalla necessità, spesso urgente, di consolazione e calore umano e spirituale. Un’arte che si converte in un autentico balsamo curativo, indispensabile per la solitudine, il disamore, la tragedia e tutti i momenti della vita in cui diventa necessario trovare un po’ di pace interiore, e di armonia nell’ambiente in cui viviamo, ed è anche fonte di giubilo e di allegre celebrazioni collettive di momenti vitali e commemorativi.

La musica è il linguaggio dello spirito e come tale è il primo linguaggio dell’essere umano. Il neonato che non capisce né parla ancora alcuna lingua, prima di comprendere il senso delle parole di sua madre, percepisce istantaneamente tutta la dimensione del suo amore e riceve la prima lezione di umanità attraverso la tenerezza e il modo con cui ella gliele canta. Questo è possibile perché il suono musicale ha accesso diretto all’anima e trova immediatamente in essa una risonanza; perché l’uomo – come dice Goethe – porta la musica ”dentro di sé”.

La musica è viva, esiste, solo nell’istante in cui si concretizza nelle onde sonore prodotte dalla voce umana o dagli strumenti, e proprio questa limitazione fa sì che essa sia contemporaneamente la più umana e la più spirituale di tutte le arti. La musica è, per questo, uno dei mezzi di espressione e comunicazione più universali; e la misura della sua importanza e del suo significato non si determina con i criteri dell’evoluzione del linguaggio – nel senso della storia e del progresso –, bensì sulla base del suo grado di intensità espressiva, ricchezza interiore e umanità. Questi riconoscimenti sono tra le conquiste più significative della filosofia dell’arte nel passato secolo XX, dimostrate nella realtà dal formidabile recupero e dalla presenza nella vita quotidiana della musica di altre epoche e, sempre di più, anche di altre civiltà.

L’invenzione della notazione musicale, un fenomeno molto collegato ai circoli letterari, ha permesso che determinate culture, come quelle di Cina, Corea, Giappone ed Europa occidentale, abbiano sviluppato da tempi remoti numerosi sistemi di notazione applicabili in situazioni molto diverse. Altre culture invece, come quelle dei paesi del Vicino Oriente (salvo la Turchia), o del Sud e del Sudovest asiatico, li hanno sviluppati molto poco, almeno fino ad un secolo fa. Nel mondo delle musiche “colte” dell’Europa occidentale, la comunicazione musicale basata sul “non scritto” perdurò fino agli ultimi anni del secolo XVII, ma solo nell’ambito delle pratiche legate all’improvvisazione e alla realizzazione di accompagnamenti col “basso continuo”, e più tardi negli spazi di creazione musicale, sempre legati alle istituzioni del potere spirituale e secolare (la Chiesa e la Corte) dal secolo XVII (Inghilterra) e soprattutto nel secolo XIX (Germania), nei circoli eminentemente borghesi. La scrittura musicale permise un formidabile sviluppo delle forme e degli strumenti, ma nello stesso tempo contribuì a mettere nel dimenticatoio e a relegare in uno spazio secondario tutte le musiche vive che accompagnavano quotidianamente la vita dell’immensa maggioranza: le musiche del popolo.

Per questo motivo, le musiche popolari della Catalogna Millenaria costituiscono un caso eccezionale nell’Europa occidentale. Si tratta di uno dei patrimoni più ricchi e belli di tutte le tradizioni musicali vive nel nostro tempo. Le migliaia di canzoni di culla, di lavoro, di lamenti e leggende conservate tramite diverse tradizioni orali, trasmesse con amore da madri e padri a figli e figlie, con perseveranza, da una generazione all’altra, costituiscono in realtà delle vere musiche superstiti. In effetti, sono musiche che hanno avuto il privilegio, e per noi la fortuna, di sopravvivere all’inesorabile e costante amnesia culturale dell’uomo e ai suoi deliri di globalizzazione. Questo disco è un fervente omaggio a quanti hanno contribuito, con il loro amore e la loro perseveranza, a conservarle vive e renderle accessibili a tutti. La straordinaria ricchezza del patrimonio culturale e musicale europeo è il risultato della grande diversità di culture e di lingue che convivono nel nostro spazio geografico comune. Preservare questa diversità culturale costituisce un passo essenziale per promuovere il rispetto per il diverso e il dialogo interculturale. Come dice Amin Maalouf: «La diversità non è necessariamente un preludio all’avversità»; al contrario, appare evidente che quanta più bellezza possiamo condividere, più possibilità avremo di affrontare insieme le strade del futuro con armonia e rispetto. Perché siamo convinti che, come diceva Dostoevskij, «la bellezza salverà il mondo».

JORDI SAVALL
Bellaterra, febbraio 2011

Traduzione: Luca Chiantore / Musikeon.net


LE LABYRINTHE D’ARIANE
LE LABYRINTHE D’ARIANE
ALIA VOX AV9941
LE LABYRINTHE D’ARIANE
  1. Efforcier m’estuet ma voiz* – Gautier de Coinci (1177-1236)

Voix et Harpe gothique

  1. Rotundellus I – instrumental* – Anonyme (improvisation)                                     

          Harpe romaine

  1. Amors mercé non sia* – Anonyme : Cc. de Sant Joan de les Abadesses XIIIe siècle

Voix et Harpe romaine

  1. Rotundellus II – instrumental* – Anonyme (improvisation)                                    

          Harpe romaine

~~~~~~ 

  1. Strela do dia, d’après CSM 100/166 instrumental* – Alfonse X le Sage            

          Rota

  1. Fantaisie sur Stella splendens – instrumental* – Llibre Vermell de Montserrat

          Harpe double d’Aragon

  1. Lamento di Tristano / La Rotta – instrumental* – Anonyme. Trecento italien

          Harpe gothique

~~~~~~

  1. Une jeune fillette* – Anonyme français XVe siècle

          Voix et Arpa doppia

  1. Fantasía que contrahaze la harpa en la manera de Ludovico                             

Alonso Mudarra (1510-1580)

          Arpa cruzada de dos órdenes

~~~~~~

  1. Toccata II Arpeggiata* – Giovanni Girolamo Kapsperger (1580-1651)

          Arpa triple (Arpa doppia a tre registri)

  1. Toccata Seconda & Ligature per l’arpa – Giovanni Maria Trabaci (1575-1647)

          Arpa triple (Arpa doppia a tre registri)

  1. Folle è ben che si crede, 1638 –Tarquinio Merula (1594-1665)

          Voix et Arpa triple (Arpa doppia a tre registri)

  1. Toccata VI – Giovanni Girolamo Kapsperger

          Arpa triple (Arpa doppia a tre registri)

  1. Ritornello per l’arpa (L’Orfeo) – Claudio Monteverdi (1567-1643)

          Arpa triple (Arpa doppia a tre registri)

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  1. Españoleta – Lucas Ruiz de Ribayaz (1626-1677)

Arpa cruzada de dos órdenes

  1. Folies d’Espagne* – Gaspar Sanz (1640-1710) / Arianna Savall

Arpa cruzada de dos órdenes

*Arrangements/Versions musicales d’Arianna Savall

 

Arianna Savall
harpes anciennes et chant

 

Enregistrement au Château de Flawinne, Bélgique les 23 et 24 mai et les 2 et 3 octobre 2018
Enregistrement, montage et mastering : Manuel Mohino

 

 


ICMA Nominations 2018
ICMA Nominations 2018

The 2018 International Classical Music Awards jury has nominated 4 albums by Alia Vox, making it the most nominated Early Music Label with 3 albums in that category plus 1 album under the “Best Collection”. Early Music Category: Llibre Vermell de Montserrat Henrich Isaac Ramon Llull Best Collection: Les Routes de l’Esclavage