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Jordi Savall pone en música el "Codex Las Huelgas" en un nuevo disco.
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Codex Las Huelgas
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Descrizione

ALIA VOX
AVSA9951

CODEX LAS HUELGAS
Bestiaire et Symboles du Divin
1300-1340

Couvent féminin du Royal Monastère de Santa María de Las Huelgas
Burgos, 1300-1340

Les oracles d’Ézéchiel et les symboles de l’Apocalypse :
L’aigle (Jean), le lion (Marc), le taureau (Lucas) & l’homme (Mathieu)
1. Iocundare, plebs fidelis, cuius Pater est in celis 6’49
(Prose XVIII, E-BUlh, Ms 11, nº 67, f. 60)

 

Le soleil, la lune et les étoiles à la fin du monde.
2. Audi pontus, audi tellus 5’14
(Conductus XXI, E-BUlh, Ms 11, nº 161, f. 167v, 157)

 

Les mouches abominables éloignées par la Vierge.
3. Æterni numinis 6’36
(Prose VI, E-BUlh, Ms 11, nº 55, f. 38v)

 

La colombe, symbole du baptême du Christ.
4. Kyrie, fons bonitatis 4’26
(Organum III, E-BUlh, Ms 11, nº 3, f. 2v)

 

Le Lion, symbole du pouvoir du Christ.
5. Gaude, Virgo, plena Deo 5’07
(Prose XXVII, E-BUlh, Ms 11, nº 76, f. 73v)

 

L’aigle, le dragon, la brebis, le lion, le serpent, le bœuf, l’agneau et le ver.
6. Alpha, bovi et leoni / [Domino] 3’49
(Motet III, BUlh, Ms 11, nº 83, f. 84v)

 

Les Vierges prudentes, symbole de pureté et du Temple de l’Esprit Saint.
7. Virgines egregie Virgines sacrate 4’39
(Prose XXIII, E-BUlh, Ms 11, nº 72, f. 67v)

 

L’aigle, le serpent et le vaisseau passant sans laisser d’empreinte.
8. Cum sint difficilia Salomoni tria 3’25
(Conductus, École de Notre-Dame, F-Pnm Latin 15139 (St Victor), 270v)

 

L’astre d’or, les bijoux printaniers, roses, violettes, safran et laurier, symbole de la Reine du Ciel.
9. Virgo sidus aureum 14’26
(Prose VIII, E-BUlh, Ms 11, nº 57, f. 41)

 

Le soleil, la lune et les étoiles, symbole de la lumière de Marie.
10. O Maria, maris stella / O Maria, Virgo davitica / [In veritate] 5’39
(Motet XXI, E-BUlh, Ms 11, nº 104 f. 102v)

 

L’auster, vent du sud, symbole de lumière claire et brillante.
11. Flavit auster 3’59
(Prose IX, E-BUlh, Ms 11, nº 58 f. 45)

 

E-BUlh [Hu] Codex Las Huelgas 

 

Versions musicales de Jordi Savall à partir du Manuscrit du Codex Las Huelgas et consultations des transcriptions de Higini Anglès et Juan Carlos Asensio.

 

LA CAPELLA REIAL DE CATALUNYA
HESPÈRION XXI
Jordi Savall
rebec, vielle d’archet & direction

 

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BESTIARIO E SIMBOLI DEL DIVINO
Dal Monastero di Santa María la Real de Las Huelgas (Burgos)

«La foresta della mistica non si lascia penetrare facilmente. Non ci sono sentieri tracciati. L’ultimo velo della realtà non può essere sollevato. La mistica veglia e rivela.» 

Raimon Panikkar

Nella vita monastica dell’ordine cistercense, e quindi anche nel monastero femminile di Santa María la Real de Las Huelgas di Burgos, panteon reale, sede di incoronazioni ed epicentro di una vita musicale molto intensa in cui il canto aveva una grande importanza, le monache dovevano vivere in semplicità, silenzio, preghiera e contemplazione. Flavit auster, incluso nel Codice de Las Huelgas, è un testo mariano ispirato al Cantico dei cantici in cui compaiono i simboli più forti della femminilità, come l’alveare di latte e miele e il gesto protettivo descritto come “Madre di pietà, porto di speranza per i naufraghi e Vergine Madre purificata”. Ritroviamo questi simboli anche nel IX sec., nella spiritualità islamica ed ebraica: essi intendono mostrarci che cos’è il viaggio interiore, un cammino fatto di sfide, di conoscenza, di incontri e dell’unione dell’anima con Dio. Come dice Santa Teresa, “vedere quel castello risplendente e quella superba perla orientale, quell’albero di vita piantato nelle acque vive della vita”.

Assieme a questa affascinante simbologia della Regina del Cielo piena di luce tra le stelle, l’astro d’oro, il sole e la luna, il latte e il miele, i fiori, i tesori della primavera, le rose, le violette, lo zafferano e il lauro, nel manoscritto del Monastero di Las Huelgas ritroviamo molti simboli degli animali di Cristo, gli stessi già presenti alle origini del cristianesimo. Ricordiamo infatti che negli affreschi delle prime catacombe cristiane e nei mosaici bizantini si trovano agnelli, colombe e pesci. La realtà di questo mondo si riflette in modo mistico e insieme velato. La dottrina platonica è alle radici del cristianesimo – questa nuova credenza è nata di fatto in tale contesto filosofico, a sua volta impregnato di sapienza egizia e, ancora più in là, induista.

Il primo bestiario cristiano che conosciamo, il Physiologus, è stato compilato probabilmente nel III secolo in Siria. Questo testo fondamentale ha alimentato nel tempo l’immaginario di artisti e teologi. L’Ars antiqua ispanica ha conservato molte opere in cui gli animali sono allegorie della fede che si fondono con i compagni dell’uomo medievale a due o quattro zampe. A fianco ai principali simboli mariani come l’aquila, l’agnello, il pesce e naturalmente la colomba, si trovano altre creature più inaspettate, come le “abominevoli” mosche, che tradizionalmente accompagnano il Signore delle Tenebre, ma anche il pellicano, simbolo del sacrificio di Cristo, o il drago, che rappresenta il guardiano delle frontiere del mondo conosciuto. Prima di essere ucciso da San Giorgio e da Sigfrido, questo mostro sputafuoco rappresentava un’immagine di vigilanza e di ardore.

È ancora nel Codice di Las Huelgas che troviamo (come nei falsi bordoni di Notre-Dame, e nei canti dei pellegrini del Llibre Vermell di Montserrat) i primi canti a più voci, i falsi bordoni e le prime sperimentazioni musicali con melodie indipendenti cantate nello stesso momento. È l’inizio di una vera e propria rivoluzione: l’Ars nova, ovvero la nascita di un nuovo linguaggio musicale che sarà sviluppato magistralmente da grandi compositori come Philippe de Vitry e Guillaume de Machaut. Nello stesso momento in cui si affermano le lingue nazionali, con l’Ars nova la musica diventa la vera lingua comune d’Europa.

JORDI SAVALL
Konya, 23 settembre 2022

Traduzione: Paolino Nappi
Press
Jordi Savall pone en música el "Codex Las Huelgas" en un nuevo disco.