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  • DIXIT DOMINUS Vivaldi, Mozart, Handel
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DIXIT DOMINUS Vivaldi, Mozart, Handel
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Info

Reference: AVSA 9918

    M. Mathiéu, H. Bayodi-Hirt, A. Roth Constanzo, M. Sakurada, F. Zanasi

  • La Capella Reial de Catalunya
  • Le Concert des Nations
  • Jordi Savall

Dixit Dominus sono le parole con cui comincia la versione latina adottata ufficialmente dalla Chiesa Cattolica del Salmo 110 (secondo la numerazione originale ebraica; 109, secondo la versione greca seguita dalla Vulgata). Tradizionalmente, la sua composizione fu attribuita al re Davide. È probabile che facesse riferimento a una vittoria del popolo d’Israele sotto la guida del re, che avrebbe posto (simbolicamente e ricorrendo a un’immagine di provenienza orientale) i suoi nemici come sgabello ai suoi piedi (versetto 1). È anche stata suggerita la possibilità che provenisse da una cerimonia d’intronizzazione (“Siedi alla mia destra”, versetto 1) durante la quale forse aveva luogo il rito descritto nel versetto 9. Nel testo iniziale – poco chiaro – che dice “Oracolo del Signore al mio Signore”, il primo Signore sarebbe Dio e il secondo lo stesso re Davide. In seguito, nel Nuovo Testamento, si darà un’interpretazione messianica a questo frammento, nella quale il secondo Dominus non sarebbe Davide, bensì Gesù Cristo.

Descrizione

DIXIT DOMINUS

Dixit Dominus sono le parole con cui comincia la versione latina adottata ufficialmente dalla Chiesa Cattolica del Salmo 110 (secondo la numerazione originale ebraica; 109, secondo la versione greca seguita dalla Vulgata). Tradizionalmente, la sua composizione fu attribuita al re Davide. È probabile che facesse riferimento a una vittoria del popolo d’Israele sotto la guida del re, che avrebbe posto (simbolicamente e ricorrendo a un’immagine di provenienza orientale) i suoi nemici come sgabello ai suoi piedi (versetto 1). È anche stata suggerita la possibilità che provenisse da una cerimonia d’intronizzazione (“Siedi alla mia destra”, versetto 1) durante la quale forse aveva luogo il rito descritto nel versetto 9. Nel testo iniziale – poco chiaro – che dice “Oracolo del Signore al mio Signore”, il primo Signore sarebbe Dio e il secondo lo stesso re Davide. In seguito, nel Nuovo Testamento, si darà un’interpretazione messianica a questo frammento, nella quale il secondo Dominus non sarebbe Davide, bensì Gesù Cristo.

Si tratta di uno dei salmi più popolari, visto che dal medioevo ha un posto riservato all’inizio dell’ufficio dei vespri (l’ufficio divino che corrisponde alla preghiera vespertina) della domenica. Questo spiega l’elevato numero di compositori che lo hanno musicato, soprattutto dal Rinascimento in poi: molte chiese richiedevano musica espressamente scritta per essere eseguita nelle funzioni religiose delle festività più importanti, di modo che – frequentemente – o il maestro di cappella della chiesa in questione metteva in musica questi versetti, o si definiva un incarico di maggiore importanza a un musicista di più alto prestigio, o ancora ci si procuravano copie di una versione già esistente. Comunque fosse, l’importante era disporre di musica polifonica o concertante, secondo i gusti e i costumi del momento, per questa parte della liturgia. Senza contare i compositori inclusi in questa incisione, Francisco Guerrero, Tomás Luis de Victoria, Giovanni Gastoldi, Felice Anerio, Claudio Monteverdi, Alessandro Grandi, Orazio Benevoli, Dietrich Buxtehude, Marc-Antoine Charpentier, Alessandro Scarlatti, Nicola Porpora, Johann Adolph Hasse o Giovanni Battista Pergolesi figurano nell’elenco dei compositori famosi che musicarono il Dixit Dominus, oltre ad altri moderni come Andreas Romberg.

Il testo consta di sette versetti che, in un modo o nell’altro, determinano la struttura musicale delle composizioni di Vivaldi e di Haendel e, in misura minore, quella di Mozart. La versione di questo salmo usata nella liturgia, e che questi compositori mettono in musica, aggiunge alla fine la dossologia Gloria Patri.

JOSEP MARIA VILAR

(Estratto dal texto del CD)

Traduzione: Luca Chiantore, Musikeon.net