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DON QUIJOTE DE LA MANCHA Romances y Músicas
20,19
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Info

Reference: AVSA9843

  • Hespèrion XXI
  • La Capella Reial de Catalunya
  • Jordi Savall

All’interno dell’immensa quantità di scritti d’elogio e d’omaggio suscitati dall’occasione del quarto centenario del Chisciotte, pochi saranno quelli che tratteranno a fondo la dimensione musicale di Miguel de Cervantes, e ancora meno saranno quelli che ricorderanno che la sua grandezza letteraria gli servì tanto poco quanto al suo eroe la grandezza d’animo. Come ancor oggi avviene per certi nostri musicisti del passato, la cui memoria rimane ancora sepolta, in pieno XXI secolo, dalle cappe successive del romanticismo e del modernismo, Miguel de Cervantes non fu solo un grande incompreso nella Spagna del suo tempo, ma fu addirittura alquanto maltrattato e umiliato dai suoi contemporanei. In mezzo a tante celebrazioni, conviene ricordarlo, e nello stesso tempo mettere in risalto la dimensione musicale del suo genio.

Informazioni aggiuntive
Intèrprets

HESPÈRION XXI
La Capella Reial de Catalunya
Dirección: Jordi Savall
Selección de Textos, Músicas y Concepción Programa: Jordi Savall
Dramaturgia: Manuel Forcano
Recitantes: J. Fuente, F. Rojas, J. Piera
Solistas vocales: M. Figueras, A. Savall, Ll. Vilamajó, L. Climent, F. Garrigosa, F. Zanasi, D. Carnovich
Solistas instrumentales: B. Olavide, A. Lawrence-King, X. Díaz-Latorre, P. Hamon, P. Estevan

Informació

Data i lloc de gravació : a la Col·legiata del Castell de Cardona (Catalunya) Febrer, Març i Abril 2005

Llista de Temes

Disco I
PRIMERA PARTE
I. YO SOY LA LOCURA Capítulo I
1. Fanfarra (instrumental) Anónimo (CMP 106) 1’45
2. Recitado: “En un lugar de la Mancha…” 0’50
3. La Folia: Yo soy la locura Du Bailly 2’32

II. PRIMERAS ANDANZAS Capítulo II
4. Cuatro diferencias sobre las vacas Luys de Narváez 1’48
5. Romance de Moriana: Con pavor recordó… Anónimo / L. Milán 9’50
6. Recitado: “Estaban en la puerta dos mujeres…” 0’53
7. Romance viejo de Lanzarote: Nunca fuera caballero… Anónimo 4’01

III. PRIMEROS ENTUERTOS Capítulos IV-V
8. Recitado: “A la vista de unos mercaderes…” 1’00
9. Recitado: “Un mozo de mulas…” 1’23
10. Sospirastes Valdovinos Luys Milán 5’05
11. Recitado: “Ese labrador procuró…” 1’15
12. Romance de Abindarráez: Al campo sale… Anónimo / D. Pisador 8’36

IV. ARDE LA BIBLIOTECA Capítulos V-VI
13. Diferencias sobre guárdame las vacas Luys de Narváez 2’23
Recitado: “Entraron el ama…”
14. Romance de Don Beltrán: Los Doce Pares… Juan Vasquez 8’18
15. Recitado: “Por tomar muchos juntos…” 0’37
16. Adoramus te Domine (órgano) Anónimo (CMM 4) 2’41
Tirant lo Blanc: “Oh, sacratíssima Trinitat…” Joanot Martorell

V. POR LOS MONTES Y SELVAS Capítulo XI
17. Recitado: “Cenaron Don Quijote y Sancho…” 1’02
18. Antonio: Canción para Olalla Gabriel / Cervantes 2’32

VI. ALLÍ SOSEGADOS Y A LA SOMBRA Capítulo XXVII
19. Recitado: “Estando, pues, el cura y el barbero allí…” 0’25
20. Canción pastoril: ¿Quién menoscaba…? Sant Juan / Cervantes 3’18
21. Recitado: “La hora, el tiempo, la soledad…” 0’27
22. Soneto: Santa amistad que con ligeras… F. Peñalosa / Cervantes 3’05

VII. UNA VOZ CANTA Y ENCANTA Capítulos XLII-XLIII
23. Recitado: “Como ya la noche iba…” 0’57
24. Canción: Marinero soy de amor Anónimo (Sefardí) / Cervantes 2’24

SEGUNDA PARTE
I. LLEGADA AL TOBOSO Capítulo IX
25. Recitado: “Media noche era por filo…” 1’00
26. Romance del Conde Claros: Media noche… Francisco Salinas 8’12

Disco II
I. LLEGADA AL TOBOSO Capítulo IX (Continuación)
1. Pavana I (arpa) Alonso Mudarra 1’54
2. Recitado: “Estando los dos en estas pláticas…” 0’53
3. Romance de Guarinos: Mala la hubistes… Anónimo (CMP 106) 4’25
4. Recitado: “Sí oigo –respondió Sancho–…” 0’15
5. Romance de Calaínos: Ya cabalga… Anónimo / Valderrábano 6’56

II. ROMANCES VIVOS Capítulos XXIII-XXVI
6. Recitado: “Las cuatro de la tarde serían…” 2’16
7. Romance del Llanto de Belerma por Durandarte:
Sobre el coraçon difunto Anónimo (CMP 109) 9’06
8. Romanesca I (arpa) Alonso Mudarra 2’23
Recitado: “Asistieron don Quijote y Sancho Panza…”
9. Romance de Don Gayferos: Si d’amor… Anónimo (CMP 113) 5’43

III. LAS CUITAS DE DUEÑA DOLORIDA Capítulo XXXVIII
10. Recitado: “Detrás de los tristes músicos…” 1’05
11. Villancico: De la dulce mi enemiga Gabriel / Cervantes 2’10
12. Recitado: “Y de este mismo jaez…” 1’28
13. Seguidillas en eco: De tu vista celoso Anónimo (CMS 8) 3’29

IV. ALTISIDORA Capítulos XLIV-XLVI
14. Recitado: “Don Quijote mató las velas…” 0’34
15. Romance de Altisidora: Oh tú que estás… Anónimo (CMP 121) 4’15
16. Recitado: “Llegadas las once horas de la noche…” 0’27
17. Romance: Suelen las fuerzas de amor A. Ribera / Cervantes 3’28
Capítulo LVII
18. Gallarda Alonso Mudarra 0’53
Recitado: “Ya le pareció a don Quijote…”
19. Lamento de Altisidora: “Escucha mal caballero…” 3’58
Anónimo (s.XVII) / Cervantes

V. EN LA ENTRADA DE BARCELONA Capítulos LXI-LXII
20. Conde Claros Alonso Mudarra 1’54
Recitado: “En fin, por caminos desusados…”
21. El Villano (instrumental) Anónimo / A. Martín y Coll 2’05
22. Recitado: “Llegó la noche…” 1’22
23. Un sarao de la Chacona (Danza cantada) Joan Arañés 4’56

VI. EN LA ARCADIA Capítulos LXVII-LXIX
24. Recitado: “Era la noche algo escura…” 0’40
25. Canción: Amor, cuando yo pienso V. de Henestrosa / Cervantes 2’18
26. Recitado: “En esto comenzó a salir…” 0’36
27. Canción: En tanto que en si vuelve… F. Guerrero / Cervantes 3’27

VII. MORIR CUERDO Y VIVIR LOCO Capítulo LXXIV
28. Circundederum me (órgano) Cristóbal de Morales 1’16
Recitado: “Como las cosas humanas no sean eternas…”
29. Requiem: Lacrimosa dies illa Anónimo 1’09
30. Epitafio: “Yace aquí el hidalgo fuerte…” 0’29
31. Requiem: Pie Jesu Domine Cristóbal de Morales 1’40

EDICIÓN CONMEMORATIVA DE LA REAPERTURA DEL CORRAL DE COMEDIAS DE ALCALÁ DE HENARES, AÑO 2005
IV CENTENARIO DE LA PUBLICACIÓN DE LA 1ª PARTE DE EL QUIJOTE.

COPRODUCCIÓN ALIA VOX – COMUNIDAD DE MADRID

Categoria

Catàleg complet

Descrizione

All’interno dell’immensa quantità di scritti d’elogio e d’omaggio suscitati dall’occasione del quarto centenario del Chisciotte, pochi saranno quelli che tratteranno a fondo la dimensione musicale di Miguel de Cervantes, e ancora meno saranno quelli che ricorderanno che la sua grandezza letteraria gli servì tanto poco quanto al suo eroe la grandezza d’animo. Come ancor oggi avviene per certi nostri musicisti del passato, la cui memoria rimane ancora sepolta, in pieno XXI secolo, dalle cappe successive del romanticismo e del modernismo, Miguel de Cervantes non fu solo un grande incompreso nella Spagna del suo tempo, ma fu addirittura alquanto maltrattato e umiliato dai suoi contemporanei. In mezzo a tante celebrazioni, conviene ricordarlo, e nello stesso tempo mettere in risalto la dimensione musicale del suo genio.

Solamente uno scrittore con un’eccellente formazione ed esperienza musicale, che possedesse inoltre ampie conoscenze sulla pratica e la funzione stessa della musica, il repertorio antico e contemporaneo delle romanze, delle canzoni e delle danze, ed ancora sugli strumenti musicali allora in uso, avrebbe potuto essere capace di inserire, nelle sue narrazioni, tante e così precise informazioni sulla realtà musicale quotidiana. Per Cervantes, la musica è sempre la forma più pura d’espressione dei sentimenti personali. I molteplici suoni, tanto musicali quanto ambientali, descritti sempre con grande profusione di dettagli, riempiono e animano la vita stessa, nei momenti più emozionanti. La musica può essere portatrice di pace e allegria, di malinconia e tristezza, ed essere capace di incantare a stregare, sempre grazie alla bellezza e all’espressione intrinseca di un cantare eminentemente intimo e personale. Associata alle romanze, essa ci trasporta in un mondo meraviglioso nel quale la nostra memoria storica e mitologica ancestrale serve d’ispirazione o pretesto per comprendere o sopportare, ed infine sublimare e superare le miserie e le disgrazie quotidiane. Per questo la musica è sempre un elemento così essenziale nella narrazione di Cervantes, giacché grazie ad essa possiamo accedere a questa dimensione magica che va molto al di là di quello che possono esprimere o suggerire le sole parole.

Se quasi tutti i grandi romanzi sono autobiografici in misura considerevole, è molto probabile che la vita dello stesso Cervantes sia servita anche da ispirazione allegorica per alcuni momenti del Chisciotte. Per questo, ci viene naturale immaginare lo stesso Cervantes accordare la sua vihuela “e con voce un po’ roca ma ben intonata” mettersi a cantare una romanza per dimenticare le sue pene; giacché, nonostante lo straordinario successo, soprattutto internazionale, del Chisciotte, questo non gli evitò di vivere in condizioni molto umili, senza godere di considerazione e riconoscimento nel proprio paese, e infine di morire in miseria.

Il nostro interesse per la musica di Miguel de Cervantes risale già agli anni ’70, quando, insieme a Montserrat Figueras, Hopkinson Smith, Ton Koopman e altri musicisti dell’allora appena costituito Hespèrion XX, preparammo, per EMI, l’incisione “Canciones y danzas de España, en la Época de Miguel de Cervantes” (1977). Se allora selezionammo una varia rassegna del repertorio di Cervantes, nell’attuale edizione di Romanze e Musiche di Don Chisciotte sono incluse tutte le opere: romanze, canzoni, madrigali e musiche, citate e commentate dai diversi personaggi, o descritte nelle diverse situazioni del racconto, sempre associate al testo corrispondente, che è recitato da vari narratori. Di modo che, ascoltandole nel momento giusto dell’azione narrativa, la loro forza espressiva e la loro bellezza evocatrice ci offrono un nuovo ed emozionante modo di accostarci all’universo intimo del nostro fantasioso gentiluomo.

Le musiche originali corrispondenti ad una grande maggioranza di romanze e canzoni si sono conservate nei canzonieri, nelle pubblicazioni (per vihuela da braccio, arpa o strumenti a tastiera) e nei trattati dell’epoca. Così pure, si è potuto ricostruire la drammatica romanza di Don Bertrando sulla disfatta di Roncisvalle a partire dal canto piano utilizzato dai vihuelisti e nella magistrale versione polifonica di Juan Vásquez; le festose musiche che accolgono Don Chisciotte al suo arrivo a Barcellona, con i suoni del Villano da parte di flauti, clarinetti e tamburi; o la popolare romanza degli amori e avventure del Conte Claros, ricreata a partire dalle succinte ma essenziali informazioni sulla melodia (annotata nel 1565 da Francisco Salinas, nel suo trattato Musica Libri VII) e anche dalle armonizzazioni e diferencias di Venegas de Henestrosa e dei vihuelisti.

In tutti i casi in cui la musica non era conosciuta, o per la mancanza di qualsiasi fonte storica, o per l’essere opere nuove composte dallo stesso Cervantes (numeri 18, 22 e 24 della Prima parte e 15, 19, 25 e 27 della Seconda) siamo ricorsi alla tecnica della “contraffazione”, tanto abituale in quel periodo, selezionando le musiche d’epoca più appropriate e corrispondenti per carattere e metrica poetica. Così, la graziosa Romanza Antica di Lancillotto è stata recuperata da un’antica melodia sefardita, mentre per la Romanza di Guarinos si è utilizzata la musica della Romanza di Alburquerque (CMP 106). Per la Romanza del Pianto di Belerma abbiamo scelto l’intenso ed espressivo lamento femminile Il bene che stetti aspettando di San Juan (CMP 68).

Tutte queste musiche sono state integrate nel contesto della narrazione e interpretate nella forma essenziale in essa descritta: ossia con strumenti determinati come la vihuela, l’arpa o il rabel, o con la voce sola o accompagnata solamente “dai propri sospiri” (II n° 25). Completano e accompagnano le letture dei testi alcuni dei brani strumentali più popolari dell’epoca: Conte Claros e Custodiscimi le mucche, Pavane e Gagliarde, presentate nelle diverse versioni dei vihuelisti, oltre a diverse introduzioni e a commentari strumentali improvvisati sui vari strumenti come l’oud, la vihuela da braccio, l’arpa incrociata, l’organo, il clavicembalo, ecc. La fine del nostro eroe è accompagnata da alcuni frammenti del Requiem: il Lacrimosa nella sua forma di canto piano in falso bordone, e il sublime Pie Jesu (a 5 voci) di Cristóbal de Morales.

La straordinaria varietà di temi e caratteri di tutte queste romanze e musiche forma un intenso affresco poetico-musicale che ci fornisce una nuova luce, su un altro aspetto della possibile origine della follia del nostro eroe. Al tempo stesso esse ci rivelano anche l’enorme tesoro musicale che il genio di Miguel de Cervantes seppe accogliere nel suo romanzo su Don Chisciotte. Alla sua epoca, come ci ricorda Paloma Díaz-Mas, la romanza era un genere di moda, grazie alla diffusione che la stampa consentì a questi testi. Questa poesia fatta per essere cantata era sulla bocca di tutti, e Cervantes inserisce nel suo Chisciotte romanze antiche di tradizione medievale, ma sicuramente famigliari al pubblico dell’inizio del XVII secolo, ed anche romanze nuove composte per l’occasione e che, in forma di canti, ritornelli o semplici allusioni, evocavano un mondo che, benché conosciuto da tutti, non era per questo meno suggestivo ed incantatore. Questa incisione fa uscire questo antico materiale poetico e sonoro da un ingiusto ed incomprensibile oblio, e dà rilievo ad un tesoro musicale finora poco esplorato e nascosto tra le pagine dell’opera più universale della letteratura spagnola.

JORDI SAVALL
Bellaterra, estate 2005