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  • J.S. BACH L’Ofrena Musical
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J.S. BACH L’Ofrena Musical
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Reference: AV9817

  • Jordi Savall
  • Le Concert des Nations
Informazioni aggiuntive
Intèrprets

Le Concert des Nations

Marc Hantaï flauta travesera Pierre Hantaï clavecin
Manfredo Kraemer, Pablo Valetti violines
Bruno Cocset bajo de violín & violoncello Sergi Casademunt, Lorenz Duftschmid violas de gamba

Jordi Savall violas de gamba & dirección

Llista de temes

Thema Regium traverso solo
Ricercar a 3 clavecin
Canon perpetuus super Thema Regium (7)
Canon 1 a 2 (cancrizans) clavecin
Canon 2 a 2 Violini in unisono
Canon 3 a 2 per Motum contrarium
Canon 4 (A) per Augmentationem, contrario Motu
Ricercar a 6 clavecin
Sonata sopr’Il Soggetto Reale
Largo
Allegro
Andante
Allegro
Canon a 2 Quaerendo invenietis (9A) clavecin
Canon a 2 Quaerendo invenietis (9B) clavecin
Canon 5 a 2 per Tonos “Ascendenteque Modulationeascendat Gloria Regis”
Fuga canonica in Epidiapente (6)
Canon 4 (B) per Augmentationem, contrario Motu
Canon perpetuus [per justi intervali] (8)
Canon a 4 (10)
Ricercar a 6 ensemble

Categoria

Catàleg complet

Descrizione

Di tutte le opere tarde di Bach, pagine maggiori che sintetizzano la sua arte e la sua scienza, l’Offerta musicale è da lunga data la più celebre. Questa notorietà presso gli amanti della musica ha preceduto quella delle Variazioni Goldberg o de L’Arte della fuga, una fama mai raggiunta né dal secondo libro del Clavicembalo ben temperato, né dalle Variazioni canoniche o dai Corali di Lipsia per organo.
A questo concorrono molti motivi, a cominciare dalle seduzioni della mirabile Sonata in trio che ne occupa larga parte. I musicisti di oggi aggiungeranno l’interesse appassionato che riservavano Schoenberg e Stravinsky ai suoi canoni, o lo sguardo scrutatore di Webern che propose un’orchestrazione magistrale del suo Ricercar a 6. Forse, anche l’aneddotica più o meno leggendaria sulla sua genesi ha potuto stimolare la curiosità degli ascoltatori per un’opera che resta tuttavia circondata da un’ombra di mistero.
Non torneremo che brevemente sulle circostanze che hanno originato questa Offerta. Carl Philipp Emanuel Bach, figlio cadetto di Johann Sebastian, è da diversi anni clavicembalista del giovane re di Prussia Federico II; e il monarca, amante appassionato della musica, lo sollecita a condurre “il vecchio Bach” alla sua corte. Nella primavera del 1747, sessantaduenne, questi si reca dunque a Potsdam, accompagnato dal figlio primogenito Wilhelm Friedemann. Appena arrivato, deve presentarsi al castello. La stampa così riporta l’evento: “La sera, pressappoco al momento in cui si dà il via abitualmente alla musica da camera negli appartamenti reali, fu annunciato a Sua Maestà che il Maestro di cappella Bach era arrivato a Potsdam, e che si trovava in quel momento nella Sua anticamera, dove attendeva la molto graziosa autorizzazione di sentire la musica. Sua Maestà diede immediatamente ordine di farlo entrare, egli si mise subito allo strumento detto forte e piano, ed ebbe la bontà di suonare personalmente, senza alcuna preparazione, un tema sul quale il Maestro di cappella Bach dovette improvvisare una fuga. […] Il signor Bach trovò così ricco e così bello il tema che gli era stato dato, che volle tradurlo per iscritto in una vera fuga e farlo in seguito incidere su [lastre di] rame”.
Un po’ più tardi, nel necrologio che consacra al padre, Carl Philipp Emanuel conferma questo racconto, aggiungendo: “Dopo il suo ritorno a Lipsia, egli mise per iscritto un pezzo a tre voci e quel che si chiama un ricercare a sei voci, oltre a qualche altro pezzo sul tema che gli aveva dato Sua Maestà, e dedicò al re l’opera incisa su rame”.
In testa all’opera, Bach ha annotato: Regis Iussu Cantio et Reliqua Canonica Arte Resoluta (Pezzo realizzato per ordine del re, ed altri pezzi risolti secondo l’arte del canone). Questa iscrizione forma in acrostico la parola Ricercar, che indica insieme lo spirito di ricerca da cui nasce l’opera, il genere della fuga e i due pezzi, a tre ed a sei voci, che ne sono i pilastri fondamentali.
Non si entrerà qui nei dettagli – complessi – di ciò che si è verificato in seguito, se non per dire che Bach fece stampare l’opera poco a poco, in cinque fascicoli distinti, ma non ne esiste oggi da nessuna parte un esemplare completo e debitamente impaginato. Di qui le diverse congetture sull’eventuale incompletezza dell’opera, sull’ordine dei suoi pezzi e le intenzioni simboliche secondo le quali i brani potrebbero essere sistemati.
L’ordine scelto qui da Jordi Savall non propone una dimostrazione musicologica, quanto la lettura di un musicista di fronte ad una partitura particolarmente ricca e complessa, di cui niente ci dice oggi con certezza come affrontarla. Jordi Savall ha optato per la bella costruzione ad arco che sembra la più soddisfacente: al Ricercar a 3 iniziale, risponde alla fine il Ricercar a 6, come la conclusione di tutta la riflessione contrappuntistica; al centro, la Sonata in trio. L’originalità delle scelte dell’interprete si manifesta in più punti, come l’enunciazione del Thema Regium per cominciare, la presentazione ripetuta di diversi pezzi (tra cui il Ricercar a 6, che si ascolta una prima volta a chiusura della prima parte), o lo spiegamento progressivo dei canoni.